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My LifeI Believe In My Dreams. And You? |
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December 22 Forse non lo sai che questi giorni non tornano più.Forse credevo di essere migliore degli altri. Perché io ho sentito cosa si prova. Ma non è così. Mi accorgo di essere fragile come la pelle di un bimbo. D’altronde, sono un essere umano: creatura stupida, volubile, corruttibile, irrazionale. Guardo le lacrime che si sono depositate nel tavolo e mi interrogo sulla loro natura. Non voglio credere che siano le mie. Non voglio credere che mi siano scese ancora per qualcuno per cui non devo piangere, non posso piangere. Eppure loro rimangono li; uniche prove, ed io, unica testimone che la verità si presenta a me con la sua faccia più meschina, a ricordarmi che la vita è come noi la creiamo.
Cosa sto creando ora io?
Niente auspici per l’anno nuovo. Si sommerebbero a quelli degli anni passati, non ancora divenuti essenza. Ho deciso di riaccendere il cellulare. Non è giusto privare della mia presenza alcune persone, per colpa di altre. Non voglio nascondere la Me che lotta per avere; ma l’intelligenza ancora non mi manca. Non guido ad occhi chiusi. Ma credo che è proprio questo che mi fotte: lo sto facendo. E’ ora di aprire gli occhi.
Io sono sicura di essere. Solo io. Te ne accorgerai. Am I?Io, che so apparire ciò che non sono. Io, che credo ancora nelle favole. Io, che so far cambiare idea con un semplice gesto. Io che sorrido davanti al mio maledettissimo destino. Io che sono ancora qui. Io che ce la faccio. Io, che provo, spero e credo. Io che mi riconosco ancora guardandomi allo specchio. Io, che saprei sciogliermi con uno sguardo. Io, che so piangere per una parola dolce. Io, che so ancora amare. Io. Soltanto io. Maledettamente io. Non cambierò. Solo... Io. December 06 About a boy - parte 4°"La prima volta che ti ho vista eri lì. In quel sentiero. Circondata da alberi. Intenta a raccogliere dei fiori. Ti sono passato affianco. I tuoi occhi fissavano i miei occhi. Mi hai fatto un sorriso. Poi abbiamo preso strade diverse. Ma ci siamo ritrovati. Io e te davanti al mare. Quando una notte ci siamo sdraiati sulla spiaggia. Il chiarore della luna brillava su di te. Da lì ho pensato che tu fossi quella giusta. Ragazza, tu mi hai fatto capire meglio la mia vita. Quando ora sento una canzone provo un'emozione così forte che ascolto la musica in maniera diversa". Mike era seduto. Iniziò a sorridere. Stava leggendo una lettera che aveva scritto ad una ragazza appena conosciuta un mese prima. Ma purtroppo non ha mai avuto il coraggio di spedirla. In quelle poche volte che l'ha vista, lui rimaneva sempre immobile. Lì a fissarla. Uno strano effetto che aveva provato raramente per una ragazza. "Prossima fermata stazione di Stratford". Finalmente Mike giunse a destinazione. Si alzò e prese il suo zaino. Iniziò ad incamminarsi verso l'uscita. Uno sguardo al finestrino. Era Una bella giornata di sole. Il treno ad un tratto rallentò e dopo un pò si fermò. Mike era molto contento di vedere Steven. Era ora di scendere. Si guardò attorno. I suoi occhi erano attenti. Ma del suo amico ancora nulla. Si diresse verso l'uscita della stazione. Camminava con passo svelto, evitando il via vai di gente. Una volta uscito da lì ancora nulla. Si era segnato su un pezzo di carta l'indirizzo dell'abitazione di Steven. 1133, Avenue of the Americas. Chiese ad un autista di pullmann un'informazione. "Si, certo. Guarda io mi fermo a pochi metri da lì". Mike entrò dentro il pullmann e si mise seduto. Dentro era vuoto. L'autista iniziò la sua corsa. Il ragazzo era molto stanco. Appoggiò lo zaino sul posto a fianco al suo e iniziò a fissare il vuoto. Non so proprio cosa dirgli. La giornata era particolarmente soleggiata. C'erano delle persone che passeggiavano sul marciapiede e guardavano le vetrine dei negozi. "Ehi guardi deve scendere alla prossima". Mike prese il suo zaino. Aspettò l'apertura delle porte e scese. Eccoci qua. 1125. 1127. 1129. 1131. 1133, ok ci siamo. Il ragazzo si ritrovò di fronte la casa. Bussò alla porta. "Un attimo. Un attimo". La porta si aprì. "Mike". "Ciao Steven, tutto bene?". "Mike sono proprio contento di vederti. Si si le cose ora vanno bene. Lo sai che tra un mese ho la mia prima mostra fotografica?". "Wow. Te l'ho sempre detto che il tuo impegno ti avrebbe ripagato". "Prego entra che ti offro un caffè". Mike entrò. Ad un tratto era rimasto impressionato. Quante foto. Ce n'erano davvero tante. Una in particolare lo colpì. Alcuni uccelli in volo che sembravano inseguire un aereo. "Questa qui è quella che mi ha fatto vincere il mio primo concorso nazionale di foto". "Davvero complimenti". Ecco il salotto. Mike si mise seduto su una poltrona in pelle marrone. Davanti aveva un tavolino con sopra una busta da lettere bianca. "Aprila. Io vado di là a prepararti un caffè". Il ragazzo rimase perplesso. Aprì la busta. Dentro una lettera. "Ciao Mike. Finalmente sei arrivato qui. Vorrà dire che il tuo viaggio si è concluso. Almeno per ora. Sicuramente avrai conosciuto persone formidabili ed avrai avuto modo di pensare alla tua situazione. Per te viaggiare è sempre stato una metafora della vita. Ed è per questo che ho chiesto a Steven di farti venire a casa sua. Sapevo di questa tua esigenza di staccare per un pò. Spero di esserti stata d'aiuto". Firmato Liz. Mike non sapeva cosa dire. Steven arrivò con un piccolo vassoio con sopra due tazzine. "Tieni Mike e scusa se all'inizio non ti ho detto nulla ma Liz è passata qualche settimana fa e mi ha chiesto di convincerti a venire qui da me. Mi ha detto che il motivo me l'avresti detto tu una volta arrivato. Beh allora dimmi?". "E che dirti caro amico. Solo che posso parlarti della storia di un ragazzo che aveva intrapreso un viaggio...". I due ragazzi iniziarono una lunga conversazione e nel mentre sorseggiarono i loro caffè. November 21 About a boy - 3° parte"And I don't want the world to see me, cause I don't think that they'd understand. When everythings made to be broken, I just want you to know who I am". Iris. E' questa la canzone che sta ascoltando Mike nel suo lettore mp3.
Jaden sta dormendo. L’uomo è molto stanco e visto il suo lavoro è raro che trova tempo per dormire. Gli squilla il cellulare. Con gli occhi ancora chiusi cerca di prenderlo dalla tasca. “Jaden. Oh sei Jack. Dimmi quello che hai trovato? Si…si..ok la prossima settimana ritorno in centrale e darò un’occhiata. Voi continuate. Lo dobbiamo prendere”. Mike è perplesso. Allora quest’uomo è un poliziotto. L’uomo guarda il ragazzo. “Hai indovinato,vero? Eh si, questo è il mio lavoro. E la donna con cui ho litigato è la mia compagna di lavoro”. Mike fa un sorriso. “Sarà una compagna di lavoro in gamba”. “Si lo è. Ha una dote particolare. Ci aiuta a risolvere i casi. Ed inoltre è un’amica. Una delle poche che ho e soprattutto una di cui mi fido. Sai al giorno d’oggi non sai più di chi fidarti”. “Si è vero. Il valore della verità ormai viene calpestato. Basta una frase, una parola sincera per risolvere molte situazioni”. “Sagge parole, ragazzo”. “Uno dei motivi per cui sono partito è anche quello di riflettere su queste situazioni che di recente mi sono capitate. Una di queste è appunto Liz. Ma come lei ce ne sono altre. Devo capire se il problema sono veramente io”. “Beh Mike. Io non so nulla di quello che ti è successo. Ti conosco ancora poco ma il mio istinto mi dice che posso fidarmi. Credo che, nonostante Liz abbia scelto di non farsi più sentire con te, devi rispettare questa sua decisione. Senza farti domande”. Il treno si ferma. Stazione di White Plans. “Ragazzo, devo scendere. Fra un po’ ho la coincidenza con il treno per Buffalo”. Mike è dispiaciuto. “Ah ok”. Jaden fa un sorriso. “Dai tranquillo, sicuramente ci rivedremo e mi racconterai di come sarà andato questo viaggio”. L’uomo prende il portafoglio. Lo apre e tira fuori un biglietto. “Per qualsiasi cosa chiamami su questo numero. Qualsiasi cosa. E .. lascia stare il passato. Lascia stare i pensieri delle altre persone. Concentrati solo su te stesso. Vai sempre avanti”. Jaden fa un occhiolino al ragazzo e gli porge la mano. Mike fa lo stesso gesto e la stringe. Da un’estrema sicurezza. L’uomo si incammina verso l’uscita. Ad un tratto si ferma. Si gira verso Mike.“Sai, a volte mi diverto anch’io a fare il saggio”. Scende gli scalini. Il ragazzo rimette le sue cuffie. E’ ora di riorganizzarsi November 07 About a boy - 2° parteLa ragazza si sta avvicinando. Ha uno sguardo deciso. Mike rimane lì. Immobile. E’ rimasto colpito dai suoi occhi verdi. Cammina e arriva di fronte a lui. Per un attimo lo stringe a sè ma poi cambia il suo sguardo. “Mi dispiace, devo andare”. Mike rimane sbalordito.“Ho fatto qualcosa che non va?”. “No. Ma è meglio che non ci sentiamo più”. La ragazza si gira di colpo e inizia a correre verso la porta. L’uomo inizia a guardarlo fisso. “Ma chi è Liz? Dopo che ti sei svegliato hai pronunciato il suo nome”. Mike è imbarazzato. “Beh Liz è una mia..diciamo ex amica”. L’uomo sorride. ”Eh già, perché anche le amiche possono diventare ex”. “Così sembra”. “Anche io sai ho avuto da poco un’ex amica. Da una cosa banale è iniziato un litigio. E sai come vanno le cose. Ognuno è orgoglioso e si smette di sentirsi. Io ora ne ho approfittato per andare a trovare i miei parenti a Buffalo”. L’uomo porge la mano al ragazzo. “Jaden”. “Mike”. Il ragazzo sorride. “Già ora però sto pensando al futuro. Sto andando a trovare un mio amico a Stratford”. “Immagino che stai staccando anche tu per un po’?”. “Si esatto. Finora ho fatto molte cose velocemente. Ora ho bisogno un po’ di tranquillità”. “Ah amico mio, la colpa è delle donne!”. “No, no. Nel mio caso non c’entrano nulla”.”Ah si?! Sembra che stai scappando da una di loro”. “Non ne avrei motivo, davvero”. “Ok, ok. Voglio crederti”. L’uomo toglie i suoi occhiali e si avvicina a Mike. “Ma ora sei fidanzato?”. “No. Ora sto pensando solo alle amicizie. Anche se mi piacerebbe risolvere quella con Liz”. “Scusami un momento ragazzo”. Jaden prende in mano il suo cellulare. “Ah un messaggio della mia collega. Mi ha chiesto quando ci rivediamo”. “Sono contento per lei”. Mike sorride nuovamente. Il suo sguardo lo rivolge al finestrino. Spero che valga per tutto. November 05 About a boy - parte primaUn passo e un altro passo. La ragazza entra nella sua stanza. Cammina lentamente. Con la sua mano accarezza il letto. Va verso la finestra e guarda fissa il cielo. Inizia a gridare ad alta voce. Si agita. Scalcia per terra. Cerca una risposta. Chiude il libro sulla scrivania. Prende un foglio di carta. Si mette seduta. In un attimo la calma. Inizia a scrivere. Mike ormai è diretto alla stazione. 7th Avenue, Penn Station. Sta lasciando per un po’ la sua città. Ha deciso di intraprendere un viaggio. La prima persona che vuole vedere è il suo amico Steven di Stratford. Si sono conosciuti al Barnard College. Frequentavano il corso di Computer Science. Ora Steven fa il fotografo in quella città. E’ un periodo che gli manca l’ispirazione. Così Mike decide di smuoverlo un po’ e dare una mano al suo amico. Il treno sta giungendo alla banchina. Il ragazzo guarda un punto fisso in cielo. E’ dispiaciuto per quello che sta facendo. Ma ne ha bisogno. Sale sul vagone con il suo zaino alle spalle. Un posto. Si mette seduto. Il treno inizia a muoversi. Dalla finestra vede già il paesaggio cambiare. A Mike piace viaggiare. Per lui è una metafora della vita. Una crescita. La sua storia con Juliet finì la scorsa settimana. La ragazza nella loro ultima lite, davanti alla volontà di Mike di lasciare la città per un pò, decise di interrompere la loro relazione. Ma perché Mike decise di partire? Mike ha voglia di cambiare. Dimostrare a se stesso che è diventato più responsabile. Per questo vuole il meglio per sé. Mettendo piede fuori la porta di casa, affronta una nuova vita. October 21 Un posto nel mondoLa cosa più fastidiosa quando mandi un messaggio a una persona a cui tieni è che dal momento dell'invio parte il conto dei minuti.
Rispondi, rispondi, rispondi.
Non ha risposto.
Magari ha il telefono spento. Che faccio chiamo, faccio uno squillo per vedere se è acceso? E se poi è acceso?
Messaggio più chiamata: divento pesante.
Chiamo con anonimo. Solo che se faccio uno squillo e poi metto giù capisce che sono io che controllo.
Lo capisce? Sì, lo capisce. A volte i minuti non sono solo minuti, sono reincarnazioni di vite... October 02 Ancora credo nei miracoli.And if you wait for me, I'll be the light in the dark if you loose your way. And if you wait for me, I'll be your voice when you don't know what to say. I'll be your shelter, I'll be your fate. I'll be forever, wait for me. September 05 Qualcuno si chiede ancora cos'è.Cos'è la felicità?
Trovare delle persone per le quali vale la pena vivere.
Monica August 07 °°°°°° Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso,
perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia
finisca col ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità:
soffro di essere escluso, di essere aggressivo,
di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.
Barthes, Roland July 08 have you ever..? =))June 28 Nei nostri luoghi?!?Le serrande chiuse dal tempo e noi Rami secchi e dietro i cancelli noi Dammi un po’ di te Facevamo un gioco da grandi noi Forse non lo sai che quei giorni non tornano più Quei segreti chiusi d’inverno e poi Dammi un po’ di te Che viviamo un giorno da grandi noi. Forse non lo sai che quei giorni non tornano più Forse non lo sai che quei giorni non tornano più June 27 Immortal Beloved My thought go out to you, my Immortal Beloved. I can live only wholly with you or not at all. Be calm, my life, my all. Only by calm consideration of our existence can we achieve our purpose to live together. Oh continue to love me, never misjudge the most faithul heart of your beloved. Ever thine. Ever mine. Ever ours. June 25 Cime tempestoseLe loro anime si confortavano a vicenda
con pensieri migliori di quelli che avrei potuto suggerire io;
nessuno al mondo ha mai immaginato un paradiso più bello
di quello descritto dalle loro parole innocenti;
e mentre ascoltavo, e piangevo,
non potei fare a meno di desiderare
che ci trovassimo tutti insieme al sicuro
lassù. May 12 Abbi cura di te...Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi: la prima e la più importante. Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in misura uguale, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta. May 08 Uhuh qualcuno dovrebbe già sapere x chi.. U.U(A. Baricco) Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. May 03 Da "Vi Presento Joe Black""Non è quello che dici: è quello che non dici. Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio. Abbi una felicità delirante o almeno non respingerla. Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi, io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare, PERCHE SE NON HAI MAI TENTATO, NON HAI MAI VISSUTO. Non respingere, chissà, esiste il colpo di fulmine!" April 29 almeno ci provoEntro in punta di piedi. Qquesta casa non mi sembra più la mia. E' che volevo tornare con un sorriso, con parole di quelle che aprono il cuore e danno sensazioni belle e lo so solo io quante e quante volte sarei voluta tornare. Ma non volevo dare il mio dolore. Riesco forse a scrivere solo quando sto male e mari di parole mi hanno accompagnata tante volte, parole che non hanno mai trovato sfogo qui. In questo ultimo anno sono stata, come dire, "emotivamente scombussolata", ma era troppa la voglia di scrivere oggi per frenarmi ancora. E' bello essere di nuovo qui, mi viene da piangere nel sentire il ticchettio dei tasti sotto le mie dita rapide, ancor più dei pensieri che vengon giù anche forse senza senso, ed io non rileggerò, e non cancellerò, voglio "darmi ancora" senza remore e senza chissà.. E' bello essere qui, davvero! Ecco, io non lo so come mi sento ora, so, in parte, quello che non va, ma sfaterei il mito della "me ermetica" che scrive le emozioni e non i fatti. Mai abbastanza esplicita da essere compresa fino in fondo. Quindi tante cose le riservo a me e alla mia vita fuori, ma qui, ora, c'è la mia anima un pò vulnerabile e un pò forte, c'è un mio sorriso ed una mia lacrima, c'è una musica di sottofondo che fà così... Forse non riusciro' a darti il meglio piu' volte hai trovato i miei sforzi inutili Credo, comunque e ancora, che la vita non sia altro che "momenti". Si alternano, si susseguono, ci sorprendono... ed io son qui... Ancora. Scrivevo per dire una cosa, ed ancora non l'ho fatto. Le "solite storie".. sorprese? No, nemmeno questa volta. Solo parole vane che hanno accompagnato qualche minuto del mio tempo. Eppure un pò ci speravo, magari anche solo per l'appoggio di M. e E., tra una risata e una parola forte nei confronti di Lei. Sapete quelle sorprese grosse? Di più.. Di quelle che davvero ti cambiano la vita, ma non come modo di dire, proprio così. Quelle che, a ruotazione, spaventano, emozionano, angosciano, fanno sognare, chiedersi e fantasticare, danno una trappola o danno la gioia. Insomma basta, capitolo a parte, magari ne parlerò poi. Mi sa che ho ancora un pò di tempo...bye...
April 08 Yes, sir?- Stop. I'm feel strange.
- What's up?
- I'm bad.
- Listen, it's just some days..
- Some day?! No, no.. It is far from the beginning of the year that goes on the same.
Now, I want silence.
It's not a joke; I'm sorry, but this is the truth. March 22 .Eri così dolce nel tuo sguardo chiaro.. Avvolto da un'ombra di luce che quasi mi faceva paura. Eri con me, accanto a me, e mi dicevi che stavi bene, che non mi dovevo preoccupare. Mi stringevi forte per farmi stare tranquilla e in mezzo a tutta la gente che roteava attorno a noi, io rimanevo aggrappata alle tue braccia.
Mi rassicuravi e mi davi il tuo sorriso, tutto ciò di cui avevo e ho bisogno e ti dicevo: "tutto andrà bene finchè ci sei tu a vegliare su di me". Non so perché stanotte ti ho sognato. Mi rendo conto che sei dentro di me e che nonostante gli eventi, continui a essere presente nella mia anima e nei miei pensieri. March 17 .Tutto solo per essere sicuri di aver fatto parte di quella esistenza.
Credevo si placassero con l'acqua fredda, come hanno sempre fatto. Strano, stavolta hanno continuato imperterrite di tutto.
Giustamente, hanno anche loro la libertà di esistere.
Riesco a vedermi razionale solo in una marcia funebre, dove i singoli non formano la massa, ma rimangono disuniti.
"Qualcuno", "Lei", "Tu". Eppure percepisco un filo di malvagio.
Parole come "futuro", "noi", "amore" e "per sempre", non dovrebbero mai essere usate.
Stavolta potete stare pur certi, che la Monica non si innamorerà di nuovo. March 11 "il TUO""No. Non sono sicuro. Non è ciò che voglio. Ma di certo non sono ciò che vuoi.
La tua testardaggine ti ha portato ancora ad avere **** per la testa. Non te lo sei tolto.
La cosa che mi dispiace per te è che ti sei ******** a lui senza penarci.
E per me quelle ******* valgono come il bacio alla ******.
Non sono ciò che vuoi. E' inutile."
February 21 untitledNon arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il
momento in cui tutto ha inizio. J. Morrison
Ritornano a farmi sentire quando sono in silenzio sul fondo.
February 08 ...resta sempre.L’avevo proprio dimenticato. L’avevo dimenticato talmente tanto che ricordarmene mi ha tolto il fiato. Ed ora è notte e mi rigiro nei logorii della mia mente, pensando alle parole che mi ripete sempre mia madre: più ci si affanna meno le cose accadono, bisogna lasciare che vengano da sé. Ma non mi sembra possibile, semplicemente perché nulla accade da tempo, almeno nulla di sorprendente. Eccezion fatta per sporadici momenti di positiva speranza dettati giusto dalla mia voglia di vivere, ero in pausa da tanto, ed è forse anche x questo che non mi sembrava più possibile un cambiamento, a cui tanto aspiravo. Il fatto è che a queste cose non ci si crede finchè non le senti in te, finchè non le senti sulla pelle e tutto ciò che invece sentivo io era alquanto devastante, anche perché il mondo intorno a me sembrava essere ben in piedi, mentre io stavo crollando. Mi schiacciava il peso della paura, del rischio, dell’ignoto, mi imprigionavano nelle mie catene, i forti legami, i miei poco utili sensi di colpa, ed una discutibile coscienza di ciò che ero. Perché era questo che avevo dimenticato. Non so come era successo che avessi cominciato a vivere solo con una parte di me, avevo smesso di sentirti. Perché fa male, perchè è una gravosa responsabilità, perché è difficile trovare il coraggio e la forza.. e solo quando li si trova in se stessi si può varcare la soglia e smettere di starsene in bilico sull’uscio. Ho dato fondo a gran parte delle mie risorse, ho sofferto, ora dò tempo al tempo, ancora volgo lo sguardo verso quella porta che hai chiuso, ma voglio dar per certo che altre me ne si apriranno, e questo mi aiuta a vivere. Dimentica di quell’attesa che tanto mi angosciava. L’attesa di sentire ancora la tua voce al telefono, l’attesa di un altro dei tuoi abbracci. La mia e la tua attesa. Ancora mi chiedo se ho fatto le scelte giuste, di sicuro ho fatto le mie scelte, il resto è relativo, perché in alcune cose non cè regola che tenga. Detto ciò concludo con una frase contro ogni finto e logorante perbenismo, tra le più sagge che io conosca: IL CIELO STELLATO SOPRA DI NOI, LA LEGGE MORALE DENTRO DI NOI.
D* February 03 Desire.."Ho ricordato quell'istante. Successe proprio li, dove ogni sera ci incontrammo tutti, quel piccolo posto che per noi divenne il mondo. Una di quelle sere però, fu diversa dalle altre. Cambiò radicalmente il mio stato d'animo e travolse la serata avveniente. Arrivò lui, con quella sua pazza passione per le moto. Ricordo ancora il tramonto che iniziò ad oscurare il cielo e quella moto in lontananza che pian piano si fece spazio nei miei occhi. "Hei ciao. Vieni a farti un giro?". Durò un solo isolato, ma fu stupendo. Quella moto, quell'isolato, quel giro, me li ero scordati. Il perchè non lo so, ma ora sono tornati i pensieri folli di un altro giro in moto, quando cala il sole, con lui."
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